
Il processo a Sir Thomas More – conosciuto in italiano come Tommaso Moro – si celebra nel 1535. Dura soli 15 minuti e si risolve nella condanna a morte di
Il processo a Sir Thomas More – conosciuto in italiano come Tommaso Moro – si celebra nel 1535. Dura soli 15 minuti e si risolve nella condanna a morte di un uomo prodigioso. Thomas More è infatti un umanista brillante, autore della celebre Utopia (1516) e giurista sopraffino, nonché ex Lord Cancelliere d’Inghilterra. La sua caduta in disgrazia comincia con l’opposizione al matrimonio più conosciuto della storia: quello tra Enrico VIII e Anna Bolena. Per celebrarlo, in opposizione al Papato e alla Chiesa, l’Inghilterra si separa da Roma, compiendo il famoso Scisma Anglicano. Thomas More è accusato di alto tradimento per non voler sottoscrivere l’Atto di Supremazia, con cui si dichiara il re Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra, e perciò verrà rinchiuso nella Torre di Londra. Nonostante il suo strenuo desiderio di mantenere il silenzio sulle ragioni del rifiuto, il re avrà la sua testa attraverso una testimonianza spergiura. Thomas More è il primo caso eclatante di uomo di stato dilaniato dall’incompatibilità fra coscienza e dovere, ossia diviso tra integrità morale e potere politico. Ricostruendo le ragioni del suo rifiuto, più che un martire religioso, egli ci appare come un martire della verità e lontano progenitore dell’obiezione di coscienza.