SCAMPOLI DI VITA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS (della serie: "Tutto il mondo è paese")

Descrizione
2 G, secondogenita a pari merito con una sorella di cui era succube fino a poco tempo fa (a volere essere sinceri era l’esatto contrario, perché Giuditta sopportava in silenzio
Descrizione
2 G, secondogenita a pari merito con una sorella di cui era succube fino a poco tempo fa (a volere essere sinceri era l’esatto contrario, perché Giuditta sopportava in silenzio le continue molestie verbali di 2 G, fumando come una ciminiera, fino a che, un giorno, raggiunto il carico di rottura, le afferrò il dito pollice della mano destra e gli fece fare una rotazione di ben 180°: già allora si capiva quale futuro l’aspettava e, comunque, ottenne quello che voleva, perché le molestie cessarono immediatamente!!!), nasce a Pescia nell’anno (omissis), in una famiglia composta da 5 figli, 2 genitori, 2 nonni, 3 gatti, una nidiata di criceti, un cane e un solo bagno!!!
Ancora succube della sorella (il lupo perde il pelo ma non il vizio) 2 G segue Giuditta nel suo percorso universitario presso la facoltà di matematica, ma dopo 2 anni di analisi (algebra e geometria) capisce, finalmente, che i numeri non fanno per lei e si butta su tutt’altro, ottenendo una laurea che le permetterà di esercitare la libera professione ma che, per rispetto del suo Ordine di appartenenza, non vi dirò qual é.
2 G esordisce nella scrittura creativa all’età di 15 anni, con una serie di poesie dalla leggera impronta leopardiana che, non si sa come, vengono pubblicate su una nota rivista del settore (“Confidenze”!?) poi, esaurita la vena poetica, si dedica a filastrocche, indovinelli e colmi, ottenendo un discreto successo a livello locale (talmente locale che li apprezzano solamente la sorella Giuditta e la figlia Selvaggia).
Successivamente, diventano per lei fonte di ispirazione le Terme di Montecatini dove, per intrattenere la figlia Selvaggia, sottoposta agli effluvi pestilenziali dell’aerosol, tappandosi il naso per non sentire il puzzo di uovo marcio, improvvisa una fiaba per ogni giorno di trattamento terapeutico: per fortuna ha la decenza di non proporre il suo operato a nessuna Casa Editrice e di tenerlo ben nascosto in un cassetto.
“Scampoli…” è la sua ultima creazione letteraria (“E speriamo che sia davvero l’ulti-ma!!!’ si augura vivamente il figlio Sigfrido, mentre il marito Giacomo non si pronun-cia) ed è la reazione istintiva di autodifesa alla paura del coronavirus.
Un estratto del presente libro è opera finalista del primo concorso letterario AD OCCHI CHIUSI E A VOCE ALTA organizzato dall’Associazione Progetto Idra Aps.
La protagonista abita in un condominio e trae spunto dallo stravolgimento portato dal covid per trascorrere al meglio il periodo del lockdown: inventa canti, balli, tombole, ricette alla finestra ed altro, nei quali coinvolge la figlia Selvaggia e gli altri condomini. Con la pandemia è arrivato anche il “lavoro agile” e la protagonista, che è costretta a vivere 24 ore su 24 con la famiglia, ne analizza i pro e i contro; inoltre, allettata a causa di una gamba ingessata, si finge James Stewart in “La finestra sul cortile” e spia senza alcun ritegno i suoi vicini di condominio, fantasticando sulle loro vite per poi, una volta che può uscire di casa a bordo della carrozzina, approfittare della sua temporanea disabilità per vedere le cose da una diversa prospettiva. Il messaggio che trasmette l’opera è che l’autoironia e la solidarietà sono indispensabili per affrontare l’esistenza nei periodi sereni e in quelli avversi.
