
Quando un re muore, un araldo grida: Il re è morto! Lunga vita al re! Ma che significa questa giustapposizione? Chi muore, e chi vive? Significa che quando il re
Quando un re muore, un araldo grida: Il re è morto! Lunga vita al re! Ma che significa questa giustapposizione? Chi muore, e chi vive?
Significa che quando il re muore, un altro è subito pronto a prenderne il posto. Ma non è così semplice. Perché l’erede può non esserci, o essere dubbio, o essercene di più.
E se tutti i possibili eredi morissero? Che ne sarebbe del regno e della Corona? In verità, si grida “lunga vita al re” perché il Re, non l’uomo, ma la Dignità regale, è immortale.
I giuristi, in Francia, dicono: Le Roi ne meurt jamais – Il Re non muore mai. Perché se anche ogni re è un uomo mortale, la Corona e la Dignità regale durano per sempre.
Così, quando un re muore, il suo funerale diventa il pretesto per dimostrare che, in realtà, il Re, la Regalità, non muoiono affatto. Esplorando i misteri e le particolarità di questo
antico rito a metà fra Medioevo e Rinascimento, si apre l’orizzonte su un tema fondamentale della nostra modernità: la continuità e la personificazione dello Stato che prescinde dalle singole individualità.