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Antonio ha quasi cinquant’anni, un matrimonio svuotato e una vita che scorre senza attrito sulle rive del lago di Bracciano. Poi, un lunedì mattina, incrocia lo sguardo di una donna
Antonio ha quasi cinquant’anni, un matrimonio svuotato e una vita che scorre senza attrito sulle rive del lago di Bracciano. Poi, un lunedì mattina, incrocia lo sguardo di una donna che corre. È un attimo, ma basta a incrinare l’equilibrio che si era costruito per resistere.
Lavinia è tornata ad Anguillara dopo dodici anni. La morte della madre, mai davvero affrontata, la riporta nel luogo dell’infanzia, tra strade immutate e ferite rimaste aperte. Rivedere Antonio significa riscoprire un sentimento nato nell’adolescenza, assoluto e taciuto, che credeva sepolto.
Ogni lunedì, Antonio e Lavinia si trovano sullo stesso tratto di riva. Non si parlano, non si danno appuntamento: lei corre, lui resta immobile, si cercano con gli occhi. Un rito che diventa un rifugio.
Come l’edera che cresce in silenzio, si avvinghia ai rimpianti e ai desideri inespressi, insinuandosi nelle crepe dei muri, il legame tra loro avanza invisibile. Non fa rumore, non chiede permesso: li avvolge.
Quel vincolo silenzioso li spinge a fare i conti con ciò che non hanno avuto il coraggio di scegliere e con il peso di ciò che non hanno mai davvero lasciato andare.