VISCERALITÀ PRIMITIVA

Descrizione
Visceralità primitiva raccoglie ventisette opere inedite su carta: una serie a colori di dieci lavori a inchiostro e una serie monocroma di diciassette lavori realizzata con la tecnica
Descrizione
Visceralità primitiva raccoglie ventisette opere inedite su carta: una serie a colori di dieci lavori a inchiostro e una serie monocroma di diciassette lavori realizzata con la tecnica del pastello a cera. Opere di grandi dimensioni, ampi spazi in cui l’artista racchiude e unisce il continuum di temi che si richiamano tra loro. Al centro del progetto l’idea di una visceralità primitiva. I soggetti nascono dal subconscio visionario dell’artista ed esplodono attraverso il segno e il colore.
Come scrive lo stesso Tesi a proposito della mostra: “La superficie che utilizzo per lavorare, qualsiasi essa sia, non mi basta mai: vado sempre oltre.
La mano traccia l’ennesimo segno che scompare inghiottito dall’altra miriade di schizzi tracciati poco prima, per essere poi, tutti assieme, inghiottiti dal foglio. […]
Sono vorace. […]
Quando nello studio inizio a disegnare, avverto un leggero disagio che si diffonde nell’aria, un’ansia mi pervade e mi spinge a fare. La mano si attiva e segno dopo segno lo spazio si riempie senza alcun indugio. Da un foglio passo a un altro, ma non mi sento appagato. Qualcosa di primitivo, inspiegabile e irrazionale, preme nelle mie viscere alla ricerca di un risultato che mi soddisfi, di un ideale forse irraggiungibile.”
Questa voracità del segno, questa tensione incessante verso un altrove che sfugge, è ciò che dà forma e sostanza all’intero progetto espositivo. Visceralità primitiva non propone una narrazione pacificata, ma espone il processo stesso del fare artistico come campo di conflitto, come necessità non mediabile.
Il catalogo, pubblicato da Edizioni Fondazione POMA Liberatutti nella collana PomArte e curato da Marta Convalle, raccoglie i contributi critici di Rosa Pierno e Anna Brancolini.
